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ENERGIA: NUOVE TECNOLOGIE PER PRODUZIONI ECOCOMPATIBILI
Efficienza Energetica
venerdì 30 ottobre 2009 12.22
(AGI) - Palermo, 30 ott. - Presentate a Palermo tre tecnologie innovative finalizzate all'utilizzo di energia da fonti non esauribili ed ecocompatibili, che mettono in pratica applicazioni ad impatto zero.
Il primo progetto riguarda la produzione di energia da campi magnetici, e si tratta di un motore rotativo concepito usando acciaio laminato e bobine di rame, che permettono ad esistenti unita' Ebm di azionare un generatore elettrico, capace di imprigionare l'energia da esso generata, trasformandone il 90% in elettricita' pronta per essere utilizzata, e lasciando il rimanente 10% ad usufrutto del meccanismo stesso. "Abbiamo iniziato la sperimentazione in Canada tra il 1986 e il 1987 - afferma il professore Laszlo Szabo', candidato al premio Nobel per la Fisica - all'inizio era difficile produrre energia in piu', non avevamo idea dei parametri necessari per arrivare al punto in cui ci troviamo oggi. I vantaggi sono moltissimi, soprattutto puo' essere un fonte unica di energia, e considerato che e' generata dal nulla e' un'importante scoperta".
Il secondo programma presentato a Palazzo dei Normanni dal professor Tomas Joyce, prevede le potenzialita' di utilizzo della Gassificazione ad alta temperatura, che attraverso vari processi, come la dissociazione molecolare, permetterebbe lo smaltimento senza nessun tipo di residuo tossico, di rifiuti urbani solidi e speciali, ospedalieri, plastica, fanghi e perfino pneumatici, escluso da questi solo il materiale radioattivo.
Infine, il piano sul Sistema per il trattamento dei combustibili e la riduzione delle emissioni con l'uso di un carburante che aumenta la resa dei motori e riduce a livelli meno che minimi l'inquinamento. E' molto importante risolvere il problema delle estrazioni - dice Nicola Deiana, ideatore del sistema di trattamento dei combustibili - di cui il 70% viene utilizzato per le navi come olio pesante, non prendendo in considerazione che i grandi bruciatori di queste, consumano 150 volte di piu' di tutti i camion e le macchine che girano nel mondo, infatti il restante 30% delle estrazioni diventa benzina o cherosene. Ridurre il problema dei cambiamenti climatici e' possibile economizzando il consumo di carburante, riducendone le emissioni inquinanti, migliorando il tempo stesso la resa di potenza, quindi ottimizzando le efficienze di combustione del motore e prolungando la vita degli stessi e degli impianti". (AGI) Cli/Pa/Mrg/Mzu

Ultra high temperature gasification for SYNGAS production
In ultra high temperature gasification (pyrolysis) sludge is mineralized at the temperatures up to the 1300°C in the absence of oxygen. The process results in conversion of all organic material to valuable SYNGAS (more than 90% of content is mixture of CO and H2) with the energy content of around 3.5kWh/m3
The key element of technology is the ability to create intense heat at low cost through a specially developed heating induction system. To achieve this goal, special metal mixture was developed which can withstand such elevated temperatures over a long period of time without corrosion. Since a clean gas and solid residue result from the ultra-high temperature exposure, no expensive gas scrubbers should be necessary and high fees for final storage of toxic residues should be avoided as well.
The pilot plant was constructed and delivered by Pyromex, Switzerland and the first trials for the goal of the Neptune project were performed in cooperation with Eawag, Switzerland.
So far the following process conditions were tested:
| Temperature: |
1200°C, 1400°C |
| Total solids content of the sludge: |
70%, 80% |
| Residence time in the reactor: |
5min, 10min, 15min. |

The obtained results are as follows
- The obtained gas was free of tar and consisted of CO (~40%), H2 (~50%), CH4 and CO2;
- Higher temperature and longer residence time reduced the amount of the solid residue coming out of reactor and increased the gas production, but did not reduce the concentration of heavy metals in the residue. The amount of heavy metals is bellow the value set by the EU standards for sludge use in agriculture.

- Phosphorus behaves similar to the heavy metals (either staying in the solid residue or in the gas). However, results indicate that the phosphorus in the solid residue at lower temperature and shorter reaction time is more bioavailable; (at 1200°C and 5min 12.3 % of total amount of phosphorus entering the reactor proved to be bioavalilable based on the leaching experiments in citric acid, compared to only 3.7% at 1400°C and 10min).
- Heavy metal volatilization can be increased by addition of chlorides to the feeding material due to the formation of volatile metal-chlorides.
- The heavy metals water leaching properties of the solid residue obtained after high temperature pyrolysis (gasification) were compared with the ones of other sludge inertisation methods (wet oxidation process and middle temperature gasification; T<900°C). Based on the absolute amount of heavy metals in the solid residues as well as the percentage leached after five days in the water solution, the conclusion is that the product of the high temperature pyrolysis (gasification) has the least effect on the environment after disposal or further use.
- More trials with variation of temperature, sludge water content as well as the exposure time are planned for the next project year. Full scale plant (capacity 25t/day) should be operational by the middle of the year 2009
TECNOLOGIA BREVETTATA - Il sistema Pyromex
Degradazione termica ad alta temperatura dei rifiuti
per la produzione di energia senza emissioni inquinanti,
eliminando i principali difetti di pirolisi e gassificazione
Hi-Tech Ambiente - Numero 8 - Ottobre 2008
La crescente richiesta mondiale di
un sistema di trattamento dei rifiuti
ecologico, efficace ed economico,
unito alla necessità di utilizzo
di fonti rinnovabili, offre grandi
opportunità. È per questo motivo
che la società Pyromex, grazie
ad un programma di ricerca durato
12 anni, ha sviluppato un metodo
innovativo che consente allo
stesso tempo di trattare i rifiuti,
senza scarti residui da conferire in
discarica e senza emissioni inquinanti
nell'ambiente, e di riutilizzare
tutta l'energia chimica dei rifiuti
e della biomassa. Dopo la
carbonizzazione i rifiuti sono trattati
in un reattore termico, dove il
materiale è trasformato in syngas,
che in circolo viene utilizzato per
produrre energia, e in residuo inerte,
vetrificato e non permeabile,
che può essere utilizzato per
fondi stradali o in edilizia.
...
avanti >
Rifiuti, Beg proposta antiquata. Da Monaco l'esempio Pyromex
mercoledì 23 gennaio 2008 17:23
Impianto di gassificazione dei rifiuti in camera stagna. Nessuna emissione e recupero totale dei rifiuti indifferenziati, rifiuti speciali e ospedalieri. Licenziataria – per costruzione e commercializzazione – la società Pyromex Italia s.r.l. Il direttore, dottor Nicola Deiana, attraverso il web s'imbatte nel nostro sito telematico sul dibattito aperto in città in materia di rifiuti e, specificatamente, sul progetto per la realizzazione di un impianto di pirolìsi. Segue l'evolversi, diventa curioso, contatta la nostra redazione. Ci informiamo: in effetti in rete si parla della Pyromex e si fa riferimento a un impianto di Monaco di Baviera, quale punta di eccellenza. Prendiamo contatti. “L'impianto possiede la certificazione tedesca, che prevede parametri più stringenti di quella italiana”, dice il dottor Deiana al nostro primo incontro.
Impianto di gassificazione dei rifiuti in camera stagna. Nessuna emissione e recupero totale dei rifiuti indifferenziati, rifiuti speciali e ospedalieri. Licenziataria - per costruzione e commercializzazione - la società Pyromex Italia s.r.l. Il direttore, dottor Nicola Deiana, attraverso il web s'imbatte nel nostro sito telematico sul dibattito aperto in città in materia di rifiuti e, specificatamente, sul progetto per la realizzazione di un impianto di pirolìsi. Segue l'evolversi, diventa curioso, contatta la nostra redazione. Ci informiamo: in effetti in rete si parla della Pyromex e si fa riferimento a un impianto di Monaco di Baviera, quale punta di eccellenza. Prendiamo contatti. "L'impianto possiede la certificazione tedesca, che prevede parametri più stringenti di quella italiana", dice il dottor Deiana al nostro primo incontro.Anche TeleCivitavecchia infatti è diventata curiosa e decide di ascoltare cosa ha da dire Deiana, che nella promozione della sua tecnologia in Italia decide di fare sosta a Civitavecchia. Ieri passa all'ufficio Ambiente del Comune dove prende visione del progetto presentato in regione per la richiesta di compatibilità ambientale dall'Ati Beg-Gesenu-Secit. Decidiamo di mettere a confronto le due soluzioni, la Beg e la Pyromex. Le valutazioni di Deiana sono condotte sulla base di dati tecnici, quindi eventualmente confutabili sullo stesso piano.
Precisazione preliminare: "Non intendiamo criticare altre tecnologie - dice Deiana - ma eventualmente mettere a servizio le nostre anche per la modernizzazione di impianti già esistenti, anche perché siamo ben coscienti che per ogni società è necessario un certo tempo per migliorare la propria offerta". Detto questo veniamo al progetto Beg. "Il progetto che ho visionato all'ufficio Ambiente - spiega Deiana - prevede certamente un impianto di pirolìsi. Il punto è che questo non basta visto che tutto dipende dalla presenza o meno di aria, e quindi di ossigeno, durante il processo. Una cosa è dire che in un impianto avvenga anche un processo di pirolìsi, altra cosa è affermare che un impianto di questa natura sia ecologico: purtroppo è su questa ambiguità che si rischiano grossi equivoci". Secondo Deiana da quanto si evince dal progetto nel caso Beg i rifiuti triturati non sarebbero trattati in assenza totale di ossigeno, quindi questo comporterebbe un processo di combustione e quindi emissioni. A dimostrazione che "l'impianto non può considerarsi a impatto zero" e, soprattutto, a conferma che siamo più vicini a un incenerimento che altro, ci sono i dati relativi alla discarica di servizio e al camino. "Da quanto ho visto - aggiunge il direttore di Pyromex Italia - le proporzioni della discarica nel progetto Beg sono molto estese: si parla in fase iniziale della rimozione di 200.000 metri cubi di terra per approntare l'invaso e di tutta una serie di infrastrutture a servizio, e c'è un camino per le emissioni". Non solo. Il progettista molto correttamente spiega anche che, a esempio, "tra le cose da fare per la sicurezza è necessario che l'acqua piovana all'interno della discarica venga raccolta e conferita, perché inquinante". Si aggiunga poi un altro aspetto da chiarire: "Oltre al costo del brevetto per due milioni e mezzo di euro - dice ancora Deiana - sono previsti 200.000 euro di royalty (compenso al titolare del brevetto, ndr) all'anno per quindici anni, al quale vanno aggiunti i costi di gestione".
Insomma, un sacco di soldi. In che cosa consiste, invece, la tecnologia Pyromex? "Quello che pratichiamo noi - spiega - è un processo di degradazione termica in totale assenza di ossigeno, per cui non abbiamo bisogno di alcuna discarica perché non abbiamo residui. I rifiuti vengono introdotti nel reattore a una temperatura ultra-elevata. Il reattore viene riscaldato con un forno a induzione elettrico. Si tratta di un reattore di scomposizione termica brevettato, che opera a temperature comprese tra 300 e 1500 gradi. Il processo comporta la conversione dei rifiuti in due settori, materiali organici e materiali inorganici. Quelli del primo tipo vengono convertiti in syngas (nella variante pyrogas, già controllata in fase di produzione in tempo reale rispetto alla composizione del materiale immesso in un dato momento, quindi senza necessità di campionature esterne e con una produttività doppia rispetto ad altri impianti, ndr) mentre quelli del secondo tipo (5%) sono inerti di tipo basaltico totalmente privi di sostanze nocive e nuovamente utilizzabili". E i costi? A parità di capacità di rifiuti da trattare, se così vogliamo dire, Deiana assicura che l'impianto Pyromex è più economico e realizzabile in tempi più brevi, e per ogni tipo di esigenza visto che si tratta di un impianto "modulare". Insomma, una specie di miracolo tecnologico al quale viene anche difficile credere. Non solo, a vederlo nella sua realizzazione grafica - sopra gli impianti sono previsti giardini pensili - appare perfino bello.
www.trcgiornale.it
Articolo Professor Echos
Forse verrà sperimentato in Campania il nuovo impianto con brevetto svizzero-tedesco, la cui tecnologia, sperimentata nel 1992 in Svizzera, nel 1996 in Gran Bretagna e dal 2002 con 2 impianti in Germania... potrà mandare in soffitta i discussi inceneritori, termobruciatori o termovalorizzatori... che dir si voglia... La novità dell'impianto è che non prevede ciminiere: nessuna emissione e niente fumi. Il segreto è il procedimento cosidetto pirolisi applicato da una società svizzera che ha filiale anche in Italia, la Pyromex Italia s.r.l: gassifica i rifiuti a temperature elevatissime, 1100°-1400° gradi, con il vantaggio determinante di poter trattare anche rifiuti non differenziati, rifiuti speciali e ospedalieri.
Dice il Il direttore della Pyromex Italia, il dottor Nicola Deiana: "La nostra parte è proprio quella di prendere in carico il non riciclabile e trasformarlo in due nuovi prodotti, senza emissioni perchè non abbiamo camini, non abbiamo combustione, poichè l'impianto di gassificazione dei rifiuti avviene in camera stagna..."
Alla fine del processo si ricava energia elettrica. L'impianto di Monaco di Baviera serve l'aeroporto. Permette di produrre energia elettrica da qualsiasi tipo di rifiuto: urbani e industriali (anche contaminati da metalli pesanti) sia solidi sia liquidi, farmaceutici ed ospedalieri, oli esausti, gomme usate, nonché rifiuti tossici, con una produzione media di circa 3 kW per ogni kg di rifiuto indifferenziato; oppure liquido combustibile utilizzabile in raffineria o materiali inerti, utilizzabili nell'industria. Non è un caso dunque, che siano in corso contatti con il Commissariato per l'emergenza napoletana. Uno degli impianti tedeschi è trasportabile, quindi potrebbe essere messo a disposizione in tempi brevi in Campania e far si che l'energia prodotta dagli ormai famosi rifiuti napoletani, possa essere utilizzata dai cittadini, dagli enti pubblici come dalle aziende private, con un risparmio economico non indifferente... e dare un restyling all'ormai offuscata immagine campana.


Grazie della sua precisazione, dottor Deiana
Pubblicato da Luciano Vecchi alle Feb 08 04 09:52
Se in qualche scuola del mondo si sta insegnando la materia ecologica, non mi meraviglierei se, nel capitolo dedicato al tema dei rifiuti, si accennasse all'Italia come esempio da non seguire... Eh già, cari amici internauti... il nostro Paese du' sole e du' mare, patria delle Belle arti e del bello, quindi del Rinascimento... umiliato, deriso, ridotto a subire - ahimè a ragione- simile trattamento... che vergogna!
Per questo, ospito volentieri, su questo tema così increscioso, quanto ha da aggiungere il dottor Nicola Deiana, direttore tecnico della Pyromex Italia, licenziataria per costruzione e commercializzazione del moderno impianto a processo di degradazione termica in totale assenza di ossigeno, di cui abbiamo parlato qualche giorno fa.
Scrive il dottor Deiana, nel commento ricevuto: Il nostro impianto non brucia niente e non consuma aria. Quante foreste ci vorrebbero per alimentare una camera di combustione di queste dimensioni?
Altri impianti di pirolisi non hanno aria ma hanno emissioni. Questo significa che non basta utilizzare la tecnologia della pirolisi, ma occorre un impianto concepito dall'inizio del ciclo alla fine su procedimenti totalmente ecologici (con o senza pirolisi).
Mi spiego meglio: un impianto di pirolisi che non ha emissioni ma alla fine del processo ha scorie da smaltire, è più evoluto di un termovalorizzatore che brucia i rifiuti e deve filtrare i fumi, ma non ha niente a che vedere con la nostra tecnologia. L'impianto Pyromex possiede la certificazione tedesca; ha circa 25 pagine di certificazioni tedesche, più restrittive di quelle europee, per il trattamento di tutti i rifiuti in camera stagna e senza camini!! Non ha alcun tipo di residuo da smaltire o filtrare, quindi non serve la discarica che è più pericolosa dell'impianto in funzione.
A breve porteremo in Italia l'impianto previsto per le navi, ospedali etc. che ha dimensioni compatte, ma con lo stesso procedimento e controllo di quelli più grandi.
L'impianto Pyromex è solo un tassello di quanto è stato già fatto.
Il dottor Deiana, che si dedica con passione all'applicazione di nuove tecnologie per produrre energia in modo ecologico, tiene inoltre a dire che non sempre l'informazione che si fa è corretta (vale pure per il sottoscritto, me lo dico da solo), specie se è fatta da coloro che non hanno la conoscenza delle tecnologie e creano solo confusione.
Sempre il dottor Deiana, stavolta sul post in cui si parla dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), ci viene ad informare sul PCP 700 (Plastic Converter Plant), dicendoci che...
Forse non tutti sanno che:
il nostro impianto di Depolimerizzazione plastiche non riciclabili PCP 700 (Plastic Converter Plant), lavora in camera stagna e da 1.000 Kgs. di plastica con 15% di umidità - 850 kgs secco si ottiene:
700 lts di ottimo crude oil che possiamo distillare in linea. Le caratteristiche sono superiori al petrolio perchè contiene meno zolfo, ha un potere calorifico del 20% superiore ed è un prodotto da fonte rinnovabile.
50/80 Kgs di residuo inerte solido che può essere utilizzato per fondo stradale o laterizi. NEL CASO DI RIFIUTI ELETTRONICI, CELLULARI ETC. IL RESIDUO VIENE VENDUTO SECONDO ANALISI CHE CERTIFICA IL CONTENUTO DI METALLI NOBILI.
la differenza è gas che si utilizza per far funzionare l'impianto
Abbiamo 6 impianti di questo tipo in funzione e 9 in produzione.
Cordialmente Dr. Nicola Deiana
ilprofessorechos.blogosfere.it
Una nuova tecnologia per produrre energia ed eliminare i rifiuti
MILANO. 14 GEN
Sembrerebbe quasi una favola tecnologica, ma corrisponde, invece, a realtà. Dopo anni di sperimentazione, a Monaco di Baviera è in funzione un impianto che elimina i rifiuti trasformandoli in energia.
L'invenzione risale a circa 10 anni fa a cura di un laboratorio svizzero.
Il fatto interessante e rivoluzionario è che non c'è bisogno di utilizzare rifiuti provenienti da raccolta differenziata, bensì è possibile utilizzare ogni genere di spazzatura. Il sistema - dichiara il Dott. Nicola Deiana, responsabile della Pyromex Italia - apparentemente sembra semplice: i rifiuti vengono messi in una camera stagna, separati automaticamente, gassificati a temperatura elevata, utilizzando l'energia intensa e indiretta in assenza d'ossigeno.
I rifiuti vengono così ricondotti a un gas combustibile non pericoloso tramite, il sistema definito "Gassificazione Pyromex". L'energia ricavata serve per il 20% a far funzionare l'impianto, il rimanente 80%, può essere venduta. (nella foto: il reattore del sistema di "Gassificazione Pyromex").
www.ligurianotizie.it
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